Problem solving: what is?

Completano il profilo:

  • Flessibilità e disponibilità 
  • Attitudine a lavorare in team
  • Ottime capacità relazionali e motivazionali
  • Problem solving

La maggior parte delle job offer si chiude così, magari dopo aver richiesto un neolaureato con almeno 10 anni di esperienza in stage non retribuito (ma di questo ne riparleremo un’altra volta).

Il “problem solving”, come possiamo vedere, viene sempre richiesto come soft skill, ma mai nessuno si ferma lì un attimo e ti spiega davvero cosa vuole dire. Quindi cos’è il problem solving? Cosa si intende con il “risolvere problemi”? Sarà mica risolvere il problema che Marco ha 10 caramelle e ne regala 8, quindi quante caramelle rimangono a Marco? Vediamolo insieme!

La definizione di problem solving

Il nostro amico, e sempre fedele, Wikipedia definisce il problem solving come: un’attività finalizzata all’analisi e alla risoluzione dei problemi usando tecniche e metodi generici o ad hoc.

Personalmente, il problem solving lo definisco come la capacità di trovare soluzioni quando complessità ed incertezza escludono risposte ovvie.

Infatti, quando la risposta è ovvia, semplice e certa, la figura del problem solver viene meno, poiché la soluzione è palesemente chiara. Quando invece, la complessità e l’incertezza escludono queste risposte, viene quasi naturale fare uno step in avanti. Ecco quindi che si cercherà di adottare tecniche e metodi (generici o ad hoc in base al problema) per trovare la soluzione possibile al nostro quesito. 

La skill del XXI secolo

Quando sento parlare di problem solving come una soft skill a completamento e non strettamente necessaria mi si accappona la pelle. Questo per un semplice motivo: come fa a passare quasi in secondo piano la capacità di trovare varie soluzioni quando quelle più ovvie sono state eliminate da situazioni di complessità ed incertezza? Come si fa a non mettere in risalto questa capacità?

Ahinoi, viviamo in un epoca dove la parola “cambiamento” si riferisce ad un arco temporale pari (forse) a tre secondi netti. Non viviamo più in un epoca dove per costruire ad esempio un’opera si impiegavano 4-5 generazioni di operai diversi. Nel recente passato, come sappiamo, abbiamo assistito alla costruzione di un’intero ospedale in 5 giorni. Cinque, non cinquanta, cinque. Un numero incredibile. Per non parlare poi del fatto che oggigiorno, ci piaccia o no, c’è anche chi costruisce nel metaverso con un click.

Ogni sera andiamo a letto con un bagaglio di conoscenze ed esperienze e la mattina seguente magari apriamo i social e un tizio, dall’altra parte del mondo, ha rivoluzionato l’algoritmo on il quale lavoravamo fino alla sera prima. Questa è la nostra epoca!

E con un’epoca così, con cambiamenti rapidi e profondi, ancora crediamo davvero che saper risolvere problemi di diversa natura sia solo una soft skill?

Potenziare la skill

Un’abilità è la capacità che ognuno di noi possiede di fronte a compiti determinati. Possono essere più o meno sviluppate e certune addirittura innate. Ogni abilità però, oltre alla naturale predisposizione personale, può essere sviluppata. Non fa eccezione il problem solving.
 
Questa particolare abilità può essere migliorata seguendo la falsa riga di ogni potenziamento che si rispetti: studio, approfondimento, tecnica, osservazione e applicazione. Se il tuo scopo è quello di migliorarla, o studiarla sin dal principio, possiamo farlo insieme.

Perché qui?

Se hai già letto qualcosa sul mio sito, saprai di certo che non sono il primo guru del problem solving. Al contrario sono uno che, oltre la disgrazia di essere diventato ingegnere (leggi qui), è campione nel prendere i muri a testate. Per quasi dieci anni ho lavorato e viaggiato nei posti più disparati, dalla Sicilia a Milano, dal deserto del Bahrein alla neve di Novara, affrontando giorno dopo giorno sfide inimmaginabili. Nonostante la miriadi di bastoni tra le ruote, i miei obiettivi li ho sempre portati a termine trovando, tra una testata al muro e l’altra, soluzioni sempre diverse e, per così dire, originali.

Da qualche anno ormai, cerco di studiare e formarmi in campi diversi dall’ingegneria, cercando freneticamente una nuova strada, la mia strada. Intendiamoci, diventare ingegnere era il mio sogno da bambino, ma dopo averlo raggiunto e dopo tutte le avversità che ho dovuto superare, adesso mi sento pronto per qualcos’altro, qualcosa di nuovo ed entusiasmante.

Il campo del problem solving, come quello del miglioramento personale in generale, è qualcosa che sento profondamente mio. Non ho dicerto una laurea in problemsolvingologia, ma sicuramente ho tanta voglia, determinazione e lividi sulla testa (vedi sopra).

Per questo motivo e con questa passione quindi, ho deciso di dedicare tempo e forze per cercare di condividere quello che ho imparato, e ogni giorno continuo ad imparare, con chi, come me, ama questi argomenti e vuole diventare un problem solver migliore.

Come mi formo? Leggo libri, articoli, guardo corsi e serie tv a tema (ce ne sono un paio che voglio consigliarti). Ogni mezzo può essere ottimo per il nostro fine. Cerco di estrapolare il meglio da quello che trovo e che vivo e lo condivido qui sul mio blog, sui miei canali social (InstagramLinkedInTwitter) e attraverso la actionletter, dove ti invito ad iscriverti. Niente di fantascientifico. Solo passione e pazienza.

Chiudo sperando che l’argomento ti sia piaciuto. Se ti va dammi qualche feedback per migliorare la tua e la mia esperienza. Noi ci leggiamo al prossimo articolo. Ciao!

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