Quante volte ti capita di vedere le persone riuscire a raggiungere i propri obiettivi e chiederti: “chissà qual è il segreto del loro successo!”.
La domanda diventa più importante quando, soprattutto ad inizio anno nuovo o a settembre (il secondo “capodanno”), ci troviamo a stilare la solita lista dei nostri buoni propositi (obiettivi) che, quasi inspiegabilmente, in gran parte falliranno.
Questo, molto spesso, accade per un motivo ben preciso: perché davanti alle difficoltà decidiamo comunque di perseverare. Siamo stati cresciuti così, concentrandoci a non mollare mai, con l’allenatore della nostra squadra e persino il buon Gigi che non fanno altro che ricordarcelo molto spesso.
Quello che pochi dicono invece è che le persone di successo, quelle che riescono a conseguire i propri obiettivi, capiscono prima degli altri quando è arrivato il momento di mollare. Desistere, in determinati casi, risulta essere così la scelta più saggia ed efficace per raggiungere i nostri veri obiettivi.
Il trucco quindi è saper riconoscere quando arriva il momento di mollare.
La struttura delle situazioni difficili
Conoscere la struttura delle situazioni difficili che ci troviamo ad affrontare ci aiuta a capire il momento che stiamo vivendo e se sia il caso di proseguire o mollare tutto.
Le strutture delle situazioni difficili possono essere di tre tipi:
- il salto;
- il fossato;
- il vicolo cieco.
Il salto è quella situazione in cui, una volta presa una decisione, non si può tornare indietro. Chiaro, semplice, pericoloso. Si, pericoloso, poiché una volta presa questa strada, mollare o tornare indietro è impossibile. Questo genere di struttura, per sua natura, è tanto pericolosa quanto più facilmente riconoscibile. Solitamente infatti, quando si sta per compiere un “salto” si è preparati ad ogni evenienza o comunque si è a conoscenza dei rischi.
Mi permetto una piccola precisazione. Quanto scritto sul “salto” non vuole né sminuire né sottovalutare la pericolosità e l’importanza di certe situazioni, anzi. Lo scopo dell’articolo però è quello di sviscerare e cercare di comprendere meglio le altre due strutture (che vedremo subito dopo) poiché molto più frequenti nella vita quotidiana e molto più facilmente confondibili.
Il fossato è, invece, quella situazione che vale la pena affrontare. E’ la strada che porta ai nostri obiettivi reali, a quegli obiettivi che ci permettono di fare il salto di qualità e diventare i “migliori” nel nostro campo.
Il fossato infatti, è quella zona in cui, dopo la prima fase di crescita – dove entusiasmo e voglia di fare la fanno da padroni – inevitabilmente cadi e ti devi sporcare le mani. Rientrano in questa categoria tutte le ore di studio passate sui libri per diventare dottore, gli allenamenti estenuanti per gareggiare nei 100 metri, le migliaia di ricette e pizzichi di sale sbagliati per diventare un cuoco provetto. Tutte queste situazioni, che inevitabilmente portano al successo, compongono il cosiddetto fossato, quella zona dove le persone di successo passano la gran parte del tempo e quella in cui investono la maggior parte delle proprie energie e risorse.
Infine, l’ultima tipologia di situazione difficile che ci può capitare è il vicolo cieco. Questa è, a mio avviso, la situazione più difficile da riconoscere e quella che inevitabilmente ci porta a fallire. Quando lavoriamo tanto, sprechiamo tante energie e facciamo una fatica tremenda, senza vedere il minimo risultato, molto probabilmente siamo finiti dentro un vicolo cieco, una strada che non porta a nulla. Abbandonare immediatamente questa strada è l’unica soluzione per non sprecare tutte le risorse che abbiamo a disposizione per qualcosa che effettivamente non dà frutti.
Perseverare nel fossato
Quando siamo disposti a scendere nel fossato per risalire dall’altra parte dopo aver investito tempo, energie e risorse, andando avanti anche quando mollare sarebbe stata la strada più facile da perseguire, si è necessariamente destinati a diventare i “migliori” in quel campo. Questo semplicemente perché ci siamo differenziati dalla massa, poiché la maggior parte delle persone, nelle situazioni complicate, molla.
Se ci riflettiamo un attimo, la nostra società è piena di fossati. Questo potrebbe sembrare una enorme possibilità per tutti, ed in fondo lo è, ma in realtà è solamente un’opportunità per pochi. Infatti, esistono interi mercati strutturati per essere accessibili da tutti ma che fanno eccellere pochi. La mediocrità, la pigrizia e gli abbandoni della maggioranza fanno sì che pochi emergano.
Esistono diverse tipologie di fossato: quello della produzione, delle vendite, della formazione, del rischio, delle relazioni, ecc. Tutti questi fossati hanno un elemento in comune: si presentano tutti nel momento più difficile, quando ti assale la voglia di rinunciare. Escludendo la totale mancanza di talento (più rara di quanto si pensi e sicuramente facilmente riconoscibile), tutte le altre motivazioni che ci porterebbero a rinunciare sono prevedibili e pianificabili, il che vuol dire che a monte abbiamo la possibilità di scegliere se entrare nel fossato o meno.
Una volta entrati nel fossato però, dobbiamo affrontarlo conscienziosamente e lavorando duro. Questi due fattori di sicuro non renderanno meno amara l’esperienza del fossato, ma sicuramente ci porteranno più in fretta al nostro obiettivo.
La scelta intelligente: mollare nel vicolo cieco
Essendo cresciuti con l’idea che abbandonare un obiettivo sia un fallimento totale, umiliante e frustrante è chiaro come “mollare” non sia visto di buon occhio. Anzi, abbandonare il nostro proposito ci porta a pensare che se fossimo stati delle persone migliori, sicuramente non avremmo fallito.
Il trucco però sta proprio lì. Le persone migliori, quelle che tendiamo a prendere come riferimento quando non ci sentiamo all’altezza, hanno mollato sicuramente quelle strade che capivano non avrebbero portato a nulla, preservando tempo, energie e risorse per i loro fossati.
Esistono due tipologie di abbandono: quello reattivo, ossia quello dove le persone persistono quando le cose vanno bene per poi mollare alla prima difficoltà; e quello strategico, ossia quello studiato per preservare le nostre energie e le nostre risorse per indirizzarle verso strade più congeniali ai nostri interessi.
Un’ottima strategia per adottare l’abbandono “intelligente” è quella di fissare dei micro-obiettivi. Qualora questi step non vengano raggiunti per cause non attendibili alla nostra paura ed al nostro momento di panico, in quel caso mollare sarà una scelta efficace e soprattutto dettata da fattori oggettivi e non emozionali.
In definitiva, evitare il fallimento deve essere visto come una conseguenza dell’abbandono del vicolo cieco. Quindi abbandonare il vicolo cieco sarà solo un’opportunità di miglioramento per noi.
Come si arriva quindi al successo?
Il primo passo da compiere per arrivare al successo è quindi quello di riconoscere se vale la pena perseverare o mollare la strada che stiamo seguendo.
Tenere d’occhio il progresso ci farà capire se ci troviamo in un fossato o in un vicolo cieco. Infatti il progresso, seppur minimo, è fondamentale ed è sinonimo di successo.
Purtroppo, l’epoca in cui viviamo ci fa pensare che il successo accada così, di botto, e forse in determinati casi è proprio così. Quello che però a volte si fa fatica a comprendere è che questi casi sono più unici che rari e dipendono da specifiche situazioni, siano esse sociali, geografiche, politiche, ecc. Spesso, questi “successi”, sono limitati ad un breve periodo e si tratta di novità assolute e specifiche per un determinato settore.
Se invece seguiamo il SUCCESSO (che significhi per me diventare dottore, vendere il mio libro, far parte di una squadra, o diventare il miglior idraulico della città), l’unica strada percorribile è il lavoro dentro il nostro fossato.
Solo così guadagneremo abilità, fiducia e credibilità, indispensabili per il nostro “cliente” di riferimento. Il mercato lì fuori vuole la dimostrazione della nostra perseveranza, della nostra serietà e della sicurezza che riusciremo a garantire.
Il talento non vi manca. Il punto è questo: siete disposti a metterci tutto lo slancio e tutto l’impegno che occorrono per eccellere?
S. Godin
Il vicolo cieco
Spero che questo articolo possa aiutarti a comprendere il significato del vero successo e soprattutto a riconoscere le situazioni difficili che ti troverai ad affrontare. Un altro articolo che secondo me potrebbe aiutarti è quello che parla di come definire bene il problema che ti trovi davanti: puoi leggerlo qui.
Tornando a noi, per me il vero successo è questo: eccellere nel campo che si ama avendo persone disposte ad apprezzarti ed a riconoscere le tue qualità. Il mezzo per raggiungerlo? Il duro lavoro nel fossato!
Ma adesso dimmi di te: nella tua esperienza, ti è mai capitato di riconoscere se ti trovavi difronte ad un fossato, un vicolo cieco oppure un salto? In quale occasione è successo?
Scrivilo nei commenti, noi ci leggiamo al prossimo articolo. Grazie.
A. G.
Seth Godin, Il vicolo cieco.
Grazie a 4books per la sintesi ed i preziosi spunti quotidiani.

