MoU: Eni e Saipem fanno squadra contro la CO2

MoU, Memorandum of Understanding, è il documento che Eni e Saipem hanno siglato ad inizio Dicembre 2020, con lo scopo di dare una svolta e un contributo concreto alla lotta contro le emissioni di CO2 sia a livello nazionale che a livello continentale ed infine mondiale.

Firmando questo accordo, che “sarà eventualmente oggetto di successivi accordi vincolanti che le parti definiranno nel rispetto dei profili regolatori applicabili, ivi inclusi quelli in materia di operazioni tra parti correlate” (fonte Saipem), i due colossi si impegnano a cooperare nell’identificazione e nell’ingegnerizzazione di progetti volti alla cattura, trasporto, riutilizzo e stoccaggio della CO2 prodotta da intere filiere nel panorama del territorio italiano.

Attraverso la firma del Memorandum, Eni e Saipem, valutano la possibilità di accedere a programmi finanziati dalla comunità europea nell’ambito della Green Deal Strategy, proponendo anche l’inserimento di specifiche iniziative nell’utilizzo di fondi destinati a sostenere gli Stati membri nella difficile situazione post-Covid19.

Cerchiamo adesso di capire come, i due colossi, cercano di collaborare e fare fronte comune nella lotta per la decarbonizzazione del nostro territorio.

Eni si impegna a contrastare il cambiamento climatico cercando di ottimizzare l’accesso all’energia affidabile e pulita, attraverso soluzioni non solo concrete e rapide, ma anche economicamente sostenibili. Questa strategia, inoltre, cerca di coniugare gli obiettivi di un continuo sviluppo nel mercato dell’energia che continua ad evolversi, con una significativa riduzione della propria impronta carbonica, vale a dire: “noi di Eni” vogliamo si continuare ad espanderci nel mercato dell’energia, ma ci impegniamo a diminuire (speriamo anche drasticamente, N.d.A.) in primis le nostre emissioni di CO2.

L’ AD di Eni, Claudio Descalzi ha dichiarato: “Con questo accordo strategico, Eni intende rafforzare il ruolo di leadership nel processo di transizione energetica, accelerando l’evoluzione del proprio modello di business che combina la sostenibilità economico finanziaria con quella ambientale. L’adozione di soluzioni tecnologiche per la decarbonizzazione come la Carbon Capture, Utilisation and Storage, sarà fondamentale nella transizione dell’intero Paese ed Eni può mettere a disposizione capacità e competenze uniche nell’ambito della gestione dei processi produttivi e di contrasto al cambiamento climatico”.

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In questo accordo Saipem, invece, si impegna a trovare soluzioni per abilitare l’ibridazione e la decarbonizzazione nei complessi produttivi, grazie ad una ormai consolidata esperienza nell’ambito della realizzazione di impianti industriali legati alla catena della CO2, cercando di integrare processi e tecnologie che si sono apprese durante le esperienze passate. Basti pensare che Saipem ha progettato più di 70 impianti per la cattura della CO2 e più di 40 per la sua successiva trasformazione. Lo potremmo definire: un solido background.

Stefano Ciao, l’amministratore delegato di Saipem ha aggiunto: “L’accordo siglato con Eni rafforza il ruolo di Saipem come attore protagonista nel settore della cattura, trasporto, riutilizzo e stoccaggio della CO2. Siamo in grado di proporre soluzioni concrete per supportare il processo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica delle filiere energetiche e produttive dei distretti industriali in Italia e contribuire al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi nazionali ed europei. Tali soluzioni richiedono un alto livello di specializzazione, competenza ed esperienza in questo settore che Saipem ha maturato nel corso degli anni ed è pronta a mettere a disposizione per contribuire ad una ripresa sostenibile del nostro Paese e supportare la filiera tecnologica ed industriale in una ottica di sistema”.

Un passo importante verso quello che sembra essere un futuro sempre più Green, con colossi come Eni e Saipem che devono, a mio avviso, farsi avanti, grazie alle loro capacità e competenze in ruoli fondamentali e strategici.

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