Idrogeno: la molecola della sostenibilità

Sempre di più l’opinione pubblica, le famiglie, le imprese e gli Stati sono attenti ai temi di sostenibilità ambientale. Le conferenze mondiali, le riunioni e i piani strategici sono la dimostrazione che qualcosa si muove, seppur ancora a rilento.

L’idrogeno è uno degli aspetti chiave, cruciali, determinanti per la transizione energetica.

Questo articolo vuole contribuire a cercare di spiegare l’enorme potenzialità di questa molecola e per farlo ti parlo di un libro che secondo me affronta egregiamente questo tema. Sto parlando del libro di Marco Alverà: rivoluzione idrogeno

 

rivoluzione idrogeno

la piccola molecola che può salvare il mondo

Sono venuto a conoscenza del libro di Alverà attraverso diverse “strade social”. La passione e la determinazione con le quali l’autore presenta l’argomento, il suo libro e le strategie per cercare di fare qualcosa per l’ambiente mi hanno convinto ad acquistarlo.

Per chi non conoscesse Marco Alverà, dal 2016 ricopre il ruolo di amministratore delegato di SNAM (colosso per infrastrutture energetiche a livello mondiale), ed è sempre stato appassionato di energia e innovazione. Se vuoi conoscerlo meglio, puoi seguirlo sui social o direttamente sul suo sito web marcoalvera.com, io avevo già parlato di lui anche in un altro articolo sulla transizione energetica (clicca qui).

Il libro

Il libro è strutturalmente diviso in dieci capitoli, che io ho suddiviso in tre macro categorie:
  • La salute del pianeta

    In questi capitoli, anche attraverso esperienze personali, l'autore ci mette davanti alla difficile situazione in cui versa il nostro pianeta e cerca possibili soluzioni a tali problemi.

  • L'idrogeno

    I capitoli centrali disaminano tutti gli aspetti inerenti l'adottamento della molecola dell'idrogeno: da come ricavarla in maniera sostenibile a come e dove usarla e pian piano sostituirla alle risorse che utilizziamo oggi.

  • Verso la soluzione

    Per chiudere, l'autore ci spiega come poter adottare nel modo più corretto possibile questa molecola. Partendo dalla reputazione e dalla percezione che abbiamo oggi dell'idrogeno fino al piano per poter attuare il cambiamento.

La chiarezza e la genuinità degli argomenti esposti nel libro fanno si che il lettore si immerga completamente nell’argomento, capisca bene alcune dinamiche economiche e geopolitiche e si renda conto che cambiare si può e si deve fare. 

L’idrogeno e il nostro pianeta

La salute del nostro pianeta è una cosa che ci riguarda tutti molto da vicino, anche se a volte non lo si crede o si fa finta di niente. Negli ultimi tempi, come scrivevo all’inizio, qualcosa sembra che stia cambiando anche se, a mio parere, si continua a prendere un pò alla leggera la situazione.

Ognuno di noi può e deve fare la sua parte, sebbene il mero riciclaggio di una bottiglia di plastica può sembrare banale in confronto alle emissioni di uno Stato intero.

" L'obiettivo lo conosciamo da trent'anni e, nonostante i tentativi più scrupolosi, in pratica non abbiamo fatto alcun progresso per raggiungerlo. "
Jonathan Franzen
The New Yorker, settembre 2009

Se come scriveva J. Franzen, pur conoscendo l’obiettivo, stentiamo a raggiungerlo è perché non si corre verso la stessa direzione oppure perché la soluzione che abbiamo risolve in parte il problema.

Come ottimamente esposto da Alverà, però, l’idrogeno sembrerebbe essere l’unica molecola in grado di chiudere il cerchio della transizione energetica. Questo è possibile “solo” adesso per un concatenarsi di eventi e tecnologie forse prima poco disponibili o troppo costose.

La soluzione

In soldoni, paradossalmente, la soluzione sembrerebbe più “semplice” del previsto. Vediamo perché.

Partiamo da “dove e come” prendere la molecola di idrogeno: dall’acqua, ovviamente. La tecnologia per scindere le molecole di idrogeno da quelle dell’ossigeno la conosciamo, sappiamo come realizzarla: in pratica l’acqua viene fatta passare in delle vasche dove attraverso il passaggio di elettricità vengono divise le due molecole (un processo che chiamato elettrolisi). 

L’elettricità per fare tutto ciò potrebbe essere generata dalle famose fonti rinnovabili, come solare ed eolico, sfruttando le grandi distese dei deserti e i mari del nord, suddividendo anche una certa geopolitica necessaria.

Il trasporto e lo stoccaggio dell’idrogeno prodotto potrebbe utilizzare le già presenti reti di gasdotti, arrivando dritto a casa nostra.

Attraverso l’idrogeno blu, verde, e il metano cercare di alleggerire i trasporti pesanti, sviluppando ancora di più le tecnologie che già abbiamo, sfruttando anche gli attuali stabilimenti industriali, per cominciare davvero la transizione energetica tanto sperata.

Gli ostacoli ci sono, e non sono pochi. L’idrogeno poi non gode di buona fama e superare certi preconcetti è difficile, ma non per questo impossibile.

" L'età della pietra non è finita perché sono finite le pietre. Allo stesso modo la fine dell'era del petrolio non sarà causata dalla fine del petrolio. "
Don Huberts
Direttore di Shell Hydrogen

Abbiamo una soluzione e credo sia nostro dovere studiarla e provare a metterla in pratica e  vedere se funziona, perché ne vale del nostro futuro.

Credo che il lavoro di Alverà sia fantastico, appassionato e studiato bene, perché cerca di spronare ad andare avanti, a fare meglio e a fare di più. Motivo per il quale consiglio il suo libro, i suoi lavori e lo seguo con attenzione. 

L’idrogeno sarà la nostra chiave di volta o forse no, di certo non è la bestia nera come da alcuni descritta. E’ una possibilità, concreta, di avere un’alternativa green per il nostro sistema energetico. Sta a noi progredire verso il meglio.

Tu fammi sapere se ti è piaciuto l’articolo e cosa ne pensi sull’idrogeno. Noi ci leggiamo al prossimo articolo.

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