Sicurezza online: come proteggersi meglio

La sicurezza online è sicuramente un tema che interessa tutti e a tutte le fasce d’età.

Ma se per i giovanissimi esiste qualcosa come il “parental control”, per i più grandi risulta più difficile difendersi ed evitare post indesiderati.

Di tanto in tanto, escono degli articoli o dei servizi in TV che ci mettono in guardia e che ci danno qualche consiglio sulla navigazione sicura, alcuni dei quali molto interessanti, tra cui quelli realizzati da Marco Camisani Calzolari di Striscia la Notizia.

La sicurezza online secondo un hacker white hat

Recentemente, in America, è stata intervistata una cosiddetta hacker white hat, ossia un hacker etico, che si fa chiamare “Snow”. Un hacker di questo genere, principalmente, prova a scovare le debolezze e le vulnerabilità nelle reti aziendali e cerca di porvi rimedio prima che le trovino gli aggressori.

Le violazioni dei dati sono ormai all’ordine del giorno e neanche un hacker riesce a sentirsi inattaccabile, figuriamoci noi. Proprio per questo motivo basterebbe attuare dei piccoli trucchetti, delle particolari attenzioni mentre postiamo on-line per cercare quantomeno di non cadere in errori banali e che agevolerebbero lo “sporco lavoro” dei probabili aggressori.

Se comprendessimo davvero il rischio che corriamo postando certe informazioni in rete, sono sicuro che ci penseremo su due volte.

” Non si tratta di stupidità, ma di poca attenzione. “

Snow

Tutti possiamo cadere nel tranello, presi dall’euforia di un momento, di postare dati sensibili.

Ad esempio: un neo-patentato che posta la foto della patente fresca di stampa con tutti i dati in bella vista; i nuovi proprietari di casa che scattano la foto del nuovo nido d’amore con tanto di chiavi in primo piano, senza sapere che si può ricavare una copia di queste anche da una banale foto; impiegati di azienda che postano immagini dell’ufficio senza curarsi di ciò che sta sul desktop, sul post-it attaccato al monitor o al telefono, oppure addirittura c’è chi posta la busta paga.

Quelli che per noi possono sembrare post innocui, per i mali intenzionati possono essere fonte infinita di utili informazioni da usare contro di noi.

La regola fondamentale da rispettare è: non postare senza pensare. Una, semplice e chiara da non dimenticare.

Prima di pubblicare qualsiasi contenuto on-line bisognerebbe porsi alcune domande, come ad esempio: “Che tipo di informazione sto fornendo?”, “Cosa c’è sullo sfondo?”, “In che modo potrei usare questo post contro di me?”.

Ma secondo voi, quale social o portale mette più a rischio i nostri dati?

Quali sono i social più pericolosi?

Sempre secondo l’hacker Snow, il più pericoloso di tutti è Facebook.

Il faccia-libro di Mark, infatti, è il social che più di tutti mette in correlazione il maggior numero di dati: quelli personali, il grado di parentela dei tuoi contatti, gli amici, i colleghi, il lavoro, ecc. Queste informazioni, infatti, dedotte nella maniera corretta, rappresentano, per esempio, le più comuni risposte alle domande di sicurezza per modificare le nostre password. In più, oltre alla controversa gestione della privacy da parte dei social, per molti utenti risulta difficoltoso aggiungere o modificare le impostazioni base della privacy.

Altro tema, di difficile risoluzione, è la creazione di profili falsi. Chiunque di noi ha ricevuto, o riceve, richieste di contatto e chat da profili falsi dei più svariati, dalle richieste di sesso a quelle di trading on-line. Si sta cercando di limitare il più possibile la creazione di questi profili tramite il riconoscimento facciale, ma con risultati che, a mio avviso, tardano ad arrivare. C’è da dire poi che, un social tipo Facebook, per limitare la creazione di profili falsi, dovrebbe aumentare la richiesta di informazioni e dati sensibili ai suoi utenti. Questo crea ovviamente una zona borderline di difficile decriptazione.

Fino a che punto siamo disposti a metterci a nudo per il social così da contrastare i delinquenti? Un bel problema.

In definitiva, per combattere efficacemente le violazioni dei dati, oltre a pensare prima di postare (precedentemente trattato), un antidoto di cui possono beneficiare tutti è quello di adottare sane abitudini con le nostre password.

Le regole per le password

Ecco allora qualche piccola accortezza con le “parole d’ordine”: 

  • non riciclarle;
  • cambiarle spesso;
  • usarne una forte e diversa per ogni login; 
  • alle domande di sicurezza non dobbiamo sempre dire la verità: è più efficace mentire sul cognome da nubile di tua madre che metterlo correttamente e magari aggiungerla come familiare su Facebook; da oggi il cognome da nubile di tua madre potrebbe essere “Nutella”, “tastiera”, “bambola”, e così via; 
  • usare sempre l’autenticazione a due fattori (quando possibile).

Ricordiamoci che i problemi legati alla sicurezza on-line, purtroppo, non saranno risolti in tempi brevi e che i truffatori sono mossi dall’opportunità. On-line la ricompensa supera il rischio di essere beccati per questi soggetti.

Tocca a noi, quindi, cercare di limitare le loro opportunità e renderci più sicuri, sperando di far desistere qualche delinquente nel crearci problemi.

” Non postare senza pensare. “

Snow

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Ci leggiamo al prossimo articolo.

Fonte: HuffPost.

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