Ogni trasformazione, che sia digitale o meno, come ben sappiamo richiede tempi lunghi per essere apprezzata e poi messa in pratica. In condizioni particolari, però, queste trasformazioni subiscono brusche accelerazioni e i tempi di adozione diventano quasi nulli. Se c’è una cosa che la terribile pandemia del 2020 ci ha insegnato è che, se motivati, riusciamo a cambiare e plasmare le nostre abitudini e le nostre certezze in tempi molto brevi.
Termini come smart working, videoconferenze, cloud, connessione, sono diventati molto più comuni e utilizzati rispetto solo ai primi mesi del 2020. Questo perché abbiamo finalmente capito che le distanze (in certi ambiti e per certi lavori) possono essere azzerate, grazie ad una buona connessione ed un lavoro in cloud.
Nella seconda parte del 2020, e sicuramente per gran parte del 2021, abbiamo assistito, e continueremo a farlo, all’esponenziale crescita di trend come: la collaborazione da remoto, gli e-commerce, lo sguardo più attento verso la sostenibilità, i finanziamenti pubblici per l’innovazione, gli investimenti in data security e così via. La crescita di questi trend non può far altro che farci capire ancor meglio la direzione che la trasformazione digitale sta prendendo.
La progettazione BIM
Alla luce di questo, come documenta Autodesk (leader per software di progettazione), è facile intuire come serva un nuovo approccio alla progettazione e “all’edilizia 4.0”, una trasformazione digitale verso la progettazione BIM (Building Information Modeling).

Come ho cercato di semplificare nello schema qui in alto, la progettazione BIM non è altro che lo step successivo della progettazione che, oggi giorno, definiamo ormai classica. E’ l’evoluzione naturale, un passo in avanti che può aiutare i progettisti nel loro lavoro e nella loro interfaccia con la clientela. Non a caso è uno dei servizi principali offerti da ConstrAction, come puoi vedere qui.
Esempio: la progettazione di un edificio per civile abitazione.
Non molti anni fa, la prassi consisteva nel tecnico che redigeva disegni su carta e documentazione varia da allegare e presentare agli enti, alle ditte e non ultima alla clientela. Farsi una idea precisa del risultato dei lavori non era semplicissimo, soprattutto se si dovevano interpretare dei disegni tecnici e il cliente finiva per fidarsi del progettista “bravo e conosciuto”.
Con il progredire della tecnologia, i disegni stampati su carta hanno preso forma con software di progettazione 3D ricoprendo tutti i campi della progettazione. Per restare sul nostro esempio, vedere e navigare in un modello 3D ha semplificato e non di poco la comprensione del progetto da parte della clientela. L’edificio dell’esempio, adesso, rispecchia in pieno le richieste del cliente e permette al progettista di integrare e spiegare meglio le proprie migliorie e scelte progettuali.
Arrivati allora a questo punto, quale può essere lo step successivo per la progettazione?
Come ho accennato all’inizio dell’articolo, il passo in avanti è rappresentato (a mio parere) dalla progettazione BIM. Di seguito vediamo perché.
I vantaggi del BIM
- Migliore previsione dei costi;
- Miglioramento della pianificazione;
- Limitazione del numero degli errori;
- Ottimizzazione progetto e costruzione;
- Migliore comprensione del progetto.
La multidimensionalità del BIM

Il modello BIM offre un contesto che si muove su 7 diverse dimensioni. Vediamole:
3D = Modellazione tridimensionale parametrica, aiuta la gestione multidisciplinare nella moderazione e nell’analisi;
4D = Gestione temporale, migliora il controllo dei conflitti delle attività sia durante l’esecuzione del progetto sia in conseguenza delle modifiche;
5D = Gestione dei costi, permette una più accurata e prevedibile stima dei costi, delle variazioni dei materiali e delle quantità, della manodopera e delle attrezzature;
6D = Analisi delle prestazioni, stime energetiche più precise di quelle fatte in fase di stima, oltre a migliorare la raccolta di informazioni sulle prestazioni delle strutture;
7D = Gestione del Facility Management, tracciabilità di tutti i dati relativi alle attività, allo stato dei componenti, le specifiche, i manuali di manutenzione, installazione, gestione e garanzie, oltre ad una più efficiente gestione della sostituzione e manutenzione di tutte le parti del bene.
Il fattore che unisce tutta questa multidimensionalità è sicuramente la cosiddetta informazione unificata: il database. Questo permette di effettuare ad esempio una modifica in una parte specifica del progetto ed avere tutte le altre tavole aggiornate nello stesso istante. Non ci sarà più bisogno di decine di revisioni, di tavole e tavole stampate, ma intervenendo su una tavola avremmo aggiornato tutto il progetto.
Perché passare al BIM? Perché abbracciare questa innovazione?

I motivi per passare alla nuova tecnologia sono sicuramente tanti, come abbiamo potuto intuire dalle righe sopra. Cercando di fare un po’ di chiarezza in più, proverò a riassumere quelli che, secondo il mio punto di vista, sono i più importanti o comunque più riconoscibili e vicini a noi e alle nostre vite.
Dobbiamo capire bene che ci troviamo innanzitutto difronte ad un cambiamento epocale, dove persino i bandi per i lavori pubblici cominciano a richiedere questo tipo di progettazione a tetti di spesa via via sempre più bassi, per consentire proprio lo sviluppo di queste tecnologie anche per le opere “più piccole”.
Il nuovo approccio multidimensionale, come abbiamo visto, porta miglioramenti e benefici alla progettazione in tutte le sue fasi e per tutti gli attori coinvolti nel processo. Nella nuova sfida della progettazione degli ambienti post covid, questa multidimensionalità può essere l’aiuto in più che ci serviva per creare ambienti che rispecchino tutti gli standard che una situazione come questa impone.
Se nel recentissimo passato, eravamo abituati ad usare Autocad con simboli e note che potevano leggere solo ed esclusivamente un limitato numero di persone, adesso con la progettazione BIM si creano prototipi facilmente leggibile da tutti.
Il database, inoltre, consente di tenere sempre aggiornati tutti i documenti, modificandone solo uno, magari implementando le revisioni direttamente dal cantiere con note e fotografie allegate. Il database, inoltre, ci permette di accedere ai dati del nostro “edificio”, aprendo tutte le opportunità possibili ed immaginabili che possono scaturire da questo potenziale.
In chiusura, il BIM, questa nuova tecnologia, è lo strumento giusto per poter offrire ai clienti nuovi servizi più vicini a loro, un vantaggio competitivo e ancor di più, il BIM rappresenta un’opportunità professionale per tutti i progettisti di quest’epoca.
Come si può notare, la progettazione e la modellazione sono ambiti che mi appassionano molto, che mi fanno bollire il sangue nelle vene e che rinnovano l’amore per il mio lavoro. Una tecnologia che mi permette di essere più preciso, efficiente e vicino alle esigenze del cliente non può che essere accolta a braccia aperte.
C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.
Henry Ford

