Dicembre è stato un mese all’insegna degli accordi Green. Dopo il MoU di inizio mese tra Eni e Saipem (puoi leggere l’articolo qui), poco prima delle festività natalizie, un nuovo comunicato stampa ci informava di un altro accordo.
Marco Alverà, AD di Snam, Claudio Descalzi, AD di Eni e Fabrizio Palermo, AD di Cassa Depositi e Prestiti, hanno firmato una lettera di intenti che, tra gli altri, si prefissa il target del 55% di emissioni in meno di CO2 entro il 2030, come previsto dagli accordi dell’Unione europea.

L’accordo però, non prevede solo la riduzione delle emissioni di anidride carbonica bensì anche la realizzazione di progetti congiunti nei settori chiave per la transizione energetica. Questi riguardano soprattutto la filiera dell’idrogeno (blu e verde), dell’economia circolare e della mobilità sostenibile.
Il documento sottoscritto definisce i compiti e i ruoli che i tre colossi dovranno interpretare: Eni e Snam metteranno in campo tutte le loro competenze tecniche complementari, mentre CDP apporterà tutte le sue competenze economico-finanziare nonché la gestione dei rapporti con tutte le istituzioni coinvolte in queste iniziative.
Definiti i ruoli, vediamo più nel dettaglio i macro settori degli interventi.
Innanzitutto, verranno promosse iniziative congiunte e partnership che abbiano come scopo la produzione, il trasporto e il commercio di idrogeno verde, oltre che la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno nei trasporti ferroviari. Si farà leva sulle competenze per l’energia elettrica e delle fonti rinnovabili di Eni e le infrastrutture, gli elettrolizzatori, lo stoccaggio e le soluzioni logistiche di Snam.
Per ciò che concerne invece la mobilità sostenibile, ci si concentrerà nella realizzazione di stazioni di rifornimento di gas (sia CNG – gas naturale compresso – che LNG – gas naturale liquefatto) e di idrogeno.
Le tre società, infine, coopereranno anche per la decarbonizzazione di settori industriali fortemente complessi, come le raffinerie, sia attraverso lo sviluppo della Carbon Capture and Storage (CCS) per promuovere la produzione di idrogeno blu nella fase di transizione, sia attraverso l’idrogeno verde. Questa collaborazione riguarderà anche la realizzazione di infrastrutture e attività di ricerca e sviluppo per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno o della CO2.

Le dichiarazioni dei protagonisti
L’Amministratore delegato di CDP, Fabrizio Palermo, ha commentato: “L’impegno congiunto di CDP, Eni e Snam è per noi motivo di grande soddisfazione. Si tratta di un’alleanza strategica, realizzata in un’ottica di sistema, che punta allo sviluppo di progetti innovativi legati alla transizione energetica e all’economia circolare, in grado di generare un impatto positivo a livello socio-economico ed ambientale su tutto il territorio nazionale. Questa intesa si inserisce pienamente nel percorso previsto dal Piano Industriale di CDP a sostegno degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, contribuendo al contrasto dei cambiamenti climatici e alla realizzazione di un modello di crescita sempre più orientato alla sostenibilità”.
L’Amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato: “Oggi abbiamo dato vita a un’alleanza strategica per il nostro paese, che riunisce competenze d’ eccellenza e le mette a servizio del percorso di decarbonizzazione che il nostro Paese sta intraprendendo. Metteremo a fattor comune le nostre rispettive esperienze, risorse e tecnologie innovative per creare importanti sinergie in quegli ambiti della transizione energetica che rappresentano il futuro, come la cattura e stoccaggio della CO2, la filiera dell’idrogeno, verde e blu, le rinnovabili e i prodotti decarbonizzati per la mobilità sostenibile. L’Italia vanta importanti competenze economiche e industriali in grado di offrire al paese una pluralità di soluzioni fondamentali per vincere questa grande sfida della decarbonizzazione, e queste avranno ancora più valore se realizzate sfruttando tutte le possibili sinergie”.
“La collaborazione tra aziende – ha dichiarato l’amministratore delegato di Snam, Marco Alverà – è essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione nazionali ed europei e consentire al nostro Paese di essere in prima fila nelle nuove tecnologie sostenibili a livello globale. In questo senso, l’alleanza strategica avviata oggi da Eni e Snam, due società leader nei rispettivi settori e dalle competenze complementari, con il supporto e il know-how di CDP, è una tappa essenziale per abilitare la transizione energetica lungo tutta la catena del valore, in particolare per favorire lo sviluppo dell’idrogeno verde nella mobilità e nell’industria, contribuendo a creare una filiera nazionale e nuove opportunità di sviluppo e occupazione nel nostro Paese”.
La presente intesa sarà sviluppata attraverso successivi accordi vincolanti che le parti definiranno nel rispetto della normativa applicabile, ivi inclusa quella in materia di unbundling e operazioni tra parti correlate. (fonte Snam)
Riflessioni
Questi accordi, a mio avviso, ci aiutano a comprendere come la transizione energetica e la decarbonizzazione siano ormai temi di assoluta attualità.
Le scadenze dettate in primis dal nostro pianeta e poi da tutti i governi mondiali, cominciando dall’Europa, ci spingono a mettere in atto tutto il nostro potenziale e le nostre competenze.
Vedere colossi come Snam, Eni, Saipem, CDP ed altri, muoversi fortemente in questa direzione infonde speranza e orgoglio, sentimenti necessari per prendere coscienza che in questa partita decisiva per tutti noi, anche l’Italia può giocare un ruolo fondamentale.
Le fonti rinnovabili e l’idrogeno possono rivelarsi la chiave per un mondo più pulito ed ecosostenibile.
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AG ✍️

